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Sarà lui, o sarà lei? In una splendida mattina di metà Febbraio, con il cielo insolitamente azzurro e limpido, che mi ricorda quello della Grecia, sto scendendo giù da Monte Berico al volante della mia auto, con il fido Boss, accucciato sul sedile accanto al mio. Avvicinandomi al luogo dellappuntamento, un po concentrata sulla guida e un po persa in pensieri riguardanti largomento che in questo periodo sta assorbendo quasi tutte le mie energie e interessi, mi rendo conto di non sapere chi troverò ad attendermi al casello: sarà mio figlio, o mia figlia? Nei giorni precedenti, avevo dimenticato di chiederglielo, come del resto evitavo di fare fin dallinizio, dalla vigilia di Natale in poi e, quando qualcuno mi chiedeva come si sarebbe presentato, la mia risposta era immancabilmente " non lo so e non fa nessuna differenza!" Ora , avvicinandomi al momento dellincontro, sono infastidita e turbata nel ritrovarmi con quell interrogativo nella mente! Dopo qualche attimo di riflessione capisco da che cosa è stato generato e ne scopro le ragioni. Se allappuntamento incontrerò lei, sarà la prima volta che io e mia figlia usciremo veramente allo scoperto, al di fuori dellarea, in fondo protettiva e per me di facile gestione, che è costituita dalla mia casa, dalla famiglia e dagli amici fidati con i quali ci siamo confrontati fino a questo momento. Noi due, mia figlia ed io, soli in giro per Milano a fare shopping! Il viaggio è gradevole e il traffico insolitamente scarso, ci da la possibilità di conversare senza problemi. Mi comunica che quella mattina, Pilly aveva la prima seduta con lanalista che lo aveva seguito in questi ultimi anni; lui non sentiva più il bisogno di continuare le sedute, e aveva ceduto il posto alla sua ragazza! Dopo averli vissuti nel periodo che avevano trascorso con me in Grecia, mi ero resa conto che stavano attraversando il classico momento magico, quello giusto per progettare e costruire nuove realtà di vita. Per esperienza personale, a volte tristemente vissuta, so che se si lascia trascorrere troppo tempo, la magia finisce, certe routine prendono il sopravvento e non vi è buona volontà o dispendio di energie che possano farlo tornare, quando viene superato. Per questo al ritorno dalla Grecia, avevo insistito per conoscere genitori di lei o, che li incontrasse Aug ma il tempo passava e lincontro non era ancora avvenuto. Varie le motivazioni plausibili ma, secondo me la più reale, anche se non chiaramente espressa è la paura delle reazioni che potrebbero avere di fronte alla situazione situazione ., come si può definire, questa situazione? Non sono un tipo molto paziente e mi sembra che le cose si stiano un po trascinando cè dellacqua stagnante in giro e vorrei creare un po di movimento, far scoppiare il bubbone, far affiorare quello che, prima o poi, dovrà comunque emergere e, allora, meglio prima che poi! Ma mio figlio, molto più calmo e riflessivo della sottoscritta mi tranquillizza, mi invita alla calma, è certo che le cose si stiano muovendo in maniera positiva .. Siamo quasi a destinazione e Aug, prima del giro per negozi, ha combinato una breve colazione con Franca e il suo fidanzato. Era da un po di tempo che volevo conoscerla, anche per ringraziarla di persona per laiuto che aveva dato a mio figlio e così abbiamo colto loccasione per fare anche questo. Dalle raccomandazione che mi fa prima dellincontro, capisco che è un po ansioso, neanche fossi una bomba vagante e disinnescata, pronta a scoppiargli tra le mani .non cè ragione, gli dico, sono tranquilla e rilassata, non ti preoccupare! Infatti la colazione è piacevole, non particolarmente travolgente di interesse per gli argomenti trattati, con eccezione per la conferma che, anche secondo Franca e il suo ragazzo ( di che genere sarà, ormai mi sembra ovvio domandarmelo, così tanto per curiosità) per alcuni, la scelta drastica di ricorrere a soluzioni definitive, sia fortemente influenzata dal desiderio di reinserirsi a pieno titolo nella comunità, evitando lisolamento che un genere non totalmente definito comporta. Immaginavo Franca completamente diversa, con un aspetto più da chioccia rassicurante, dato il ruolo che spesso svolge allinterno della comunità T*, (è anche presidentessa dell arcitrans), e molto spesso, come è capitato con mio figlio, fa da madrina alle prime uscite non in- borghese di tante sorelle, invece mi trovo di fronte una spigliata ragazza dai lineamenti delicati, simpatica e disinvolta, abbigliata come una normalissima professionista in carriera, che di maschile ha conservato proprio poco, solo i polsi, i capelli e la voce, tradiscono il suo genere originario. A parte quello che può avere speso in termini di denaro ed energia per raggiungere il risultato ottenuto, non faccio fatica a credere che la sua fosse unesigenza indiscutibile: era una donna fin dalla nascita che, per errore o disattenzione, si era ritrovata in un corpo che non le apparteneva, e donna doveva tornare ad essere, non credo potessero esistere per lei alternative diverse. Ci lasciamo con la promessa di rivederci presto .come si dice in questi casi, e ci avviamo verso il centro. Nonostante sia periodo di Milano- Collezioni la gente in giro non è molta e, senza difficoltà possiamo parcheggiare vicino al Principe e Savoia e trovare un taxi libero che ci porta in pochi minuti in via Manzoni.
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