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Laltro ieri La gallina di turno mi chiama al telefono, pochi minuti dopo la chiacchierata che avevo avuto con mio figlio, in linea da N.Y. Era stata una telefonata abbastanza lunga, in cui aveva ribadito la sua intenzione di tornare in Italia al più presto, e mi annunciava che Luisa, la sua ultima "fidanzata", aveva qualche cosa di importante da dirmi. Motivazioni illuminanti circa la sua decisione, o anticipazioni sullargomento che la sua amica avrebbe dovuto spiegarmi, zero: ermetismo assoluto! Il suo "probabile" ritorno era stato anche argomento di conversazione, qualche giorno prima a Venezia, durante una piacevole passeggiata tra campi e calli, proprio con gli amici americani che lavevano accolto al suo arrivo. Erano venuti in Italia per una breve visita e avevo il piacere di fare loro da guida nella mia città natale. Il ritornello che i miei cari amici, per lo più self made men, con passati impegnativi e difficili, non si stancavano di ripetere era, ovviamente: "fosse capitata a noi, una simile fortuna!", commento che, devo ammetterlo, un po mi mortificava. Resto in ansia, e anche lievemente incazzata dal fatto che una rivelazione importante (perché, dato il tono, doveva esserlo), riguardante mio figlio, dovesse arrivarmi da quella squincia, verso la quale non avevo assolutamente simpatia. Avrà avuto i suoi buoni motivi. La messaggera arriva poco dopo, con un sorrisino di circostanza, che non annuncia niente di buono. Nel frattempo mi ero lambiccata il cervello, pensando e cercando di immaginare quale inquietante verità mi si sarebbe rivelata. Da un lato provavo anche un certo sollievo: finalmente il tarlo che mi tarlava avrebbe avuto una risposta, nel bene, come confidavo, dato il mio ineguagliabile ottimismo, o nel male, come disperavo, ma che rifiutavo, sempre dal profondo del mio ottimismo! In fondo, quel trasferimento nella Grande Mela, che avevo spinto e determinato con tutta la mia capacità persuasiva, aveva dato i suoi frutti. |