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Oggi
Finalmente è arrivata lEpifania che
.tutte le feste si porta via! Era ora. :-).
Quello natalizio è un periodo che attendo sempre con una certa ansia ed entusiasmo, ma che poi mi lascio volentieri e con grande sollievo alle spalle: passata la sarabanda, con le cene, i brindisi, i chili in più accumulati e i vari riti dobbligo, si posso finalmente ritrovare i consueti ritmi della vita di tutti i giorni. Ma non questa volta. Non per me.
Non ancora!
Quando mi appassiono ad un argomento, che sia semplicemente la lettura di un libro o si tratti di raggiungere un obbiettivo programmato, non riesco a smettere, finché non ho concluso quello che mi prefiggevo. E ho bisogno di fare in fretta, in maniera assoluta, come se qualcuno mi stesse rincorrendo, e devo investire nelloperazione tutte le energie di cui posso disporre.
Credo sia il timore di non riuscire a concludere in tempo un percorso, prima che altri stimoli e altre curiosità da soddisfare, richiamino altrove la mia attenzione.
Durante la pausa che le festività comportano, mio figlio/a, la sua compagna ed io ci siamo incontrati molto più spesso di quanto avveniva normalmente in questi ultimi anni.
Ora, superate le barriere che lo vincolavano nel suo mondo appartato e solitario, il fatto di poter esprimere anche in famiglia, con me in particolare, quella parte di sé che pensava di dover celare, forse per sempre, lo sta riavvicinando a noi e al suo ambiente di origine.
Di questo sono molto felice, anche se, devo ammetterlo, mi manca un po la sua immagine maschile; spero sia solo una questione di abitudine!
Sono felice per lui, che vedo e sento molto più in armonia con se stesso di prima, sono orgogliosa che sia diventato quella persona che speravo potesse essere: una persona leale, che ha il coraggio di mettersi in gioco per le proprie idee, che rifiuta i facili compromessi e che giustamente, almeno secondo la mia personale opinione, pretende di essere accettata per come si sente di essere.
Una creatura che sta sperimentando sulla propria pelle un modo diverso di porsi nei confronti della società che lo circonda e disposta a lottare per affermare il suo diritto di esserci, rifiutando a priori discriminazione e isolamento.
Qualunque sarà la sorte che lui intende riservare ai suoi connessi, per fare questo ci vogliono proprio due palle grandi e robuste, che mi auguro rimangano al loro posto! Sono certa, senza attribuirmi molta fantasia o speciale spirito intuitivo, che anche la sua compagna Pilly, sia della mia stessa opinione e credo che tra i tanti timori che rendono inquietante la proiezione del loro futuro insieme, questo sia uno dei più importanti. Come darle torto?
Per quanto riguarda la cerchia limitata alle mura domestiche, le nostre azioni combinate, hanno sortito leffetto sperato, la tensione si è notevolmente allentata, il lavoro nei confronti della componente maschile non è ancora finito ma latteggiamento critico e talvolta ostile comincia a cedere il passo a una diversa consapevolezza simile allaccettazione rassegnata; che è comunque un notevole passo avanti!
Subito dopo Natale, avevo ricevuto da Aug, la lunga Mail del suo diario, sfogo, cronaca: più di cento pagine che avevo prima letto velocemente e poi con maggior attenzione e che mi avevano molto aiutata nel tentativo di comprendere i suoi movimenti più intimi e anche le ragioni di certi suoi stati danimo o di scelte, che fino a quel momento avevo solo potuto intuire.
Quello che mi preoccupa, e che preoccupa anche loro, è come potrà essere il futuro di questa coppia e dei loro futuri bambini
bambine, come mi corregge subito mio figlio!
Un futuro "alternativo"?
Quale frutto di uneducazione alternativa, se oggi non posso lamentarmi dei risultati, altri probabilmente non saranno daccordo con me, ma non importa, ho sperimentato come non sia stato facile nè che la mia vita sia trascorsa come una passeggiata.
Credo di essere stata fortunata ad avere un carattere forte, o che si sia sviluppato in quel senso, di essere stata dotata da madre natura di caratteristiche singolari, o che le difficoltà da superare mi abbiano insegnato più di quanto avrei potuto apprendere in condizioni più favorevoli, ma è anche altrettanto certo che più di qualche volta ho rischiato di venire stritolata e che solo una gran forza di volontà e una incosciente fiducia nei miei mezzi mi abbiano permesso, fino a questo momento di essere come sono: ancora integra, capace di grandi entusiasmi e con una grande fiducia nella vita e nei suoi valori.
Nelle mie lunghe peregrinazione intorno al mondo ho visto bambini crescere splendidamente in situazioni particolari, con genitori particolari, fuori dagli schemi comunemente ritenuti corretti per la crescita di bambini
Loro sono animaletti fantastici, con risorse incredibili e che, in fondo, per essere felici non chiedono poi molto
.ma, se i futuri genitori intendono, come mi sembra in questo caso, continuare a vivere inseriti nella società che li ha visti crescere, quali sono le possibilità di proteggerli dai colpi che potrebbero disturbare e compromettere il loro sereno sviluppo?
La scelta coraggiosa di mio figlio di non mistificarsi, risultato di un profondo e sofferto percorso di carattere strettamente personale, secondo me è stato in parte facilitato dal fatto di essere cresciuto in una famiglia dagli orizzonti ampi e fondamentalmente anticonformisti.
La mia vita e le mie scelte non sono mai state esattamente "conformi" alle regole comunemente accettate e date per scontate, come non lo era stata prima, ed è ancor oggi, la vita dei miei genitori.
Mi è molto piaciuta, la recente "fotografia" scritta da un caro amico a proposito del "mio branco":
"
anche se non lo sanno i Sopelsa sono prevalentemente libertari e anarchici. Uso questo termine nel suo significato più nobile: il vero anarchico non ha bisogno delle leggi dello Stato, perché le porta già dentro di sé."
Non ostante lambiente famigliare libero e
"anarchico", i tabù assimilati dalla società esterna alle mura domestiche, gli hanno imposto, fin da piccolo, prima ancora di averne coscienza vera, un comportamento repressivo, conflittuale e rigorosamente clandestino nei confronti delle sue intime pulsioni.
Uno degli aspetti che più mi inquietava, ripensando agli anni della sua infanzia era ed è, quello di non riuscire a identificare un momento, anche una semplice sfumatura di comportamento che potesse farmi supporre o intuire che quello scatenatissimo bambino prima, e ragazzino poi, potesse nascondere tanto accuratamente tensioni così dirompenti.
Qualche giorno fa, non ho saputo resistere oltre e gli ho chiesto, da quando e come e perché, non avesse mai pensato di potermi parlare di quello che gli stava accadendo!
Non ricorda esattamente da quando, (rimozione?) pensa da sempre
.gli sembra di aver invidiato i giochi delle femmine, ma se eri il più vivace dei tuoi amici maschi? E riguardo al fatto di parlarne, di dire qualche cosa, di lanciare un appello?...era semplicemente una cosa che non si poteva fare
Tabù!
Ora il tabù, è stato infranto!
La vigilia di Natale, con mio figlio al femminile, per la prima volta in mezzo a tutti noi, è stato sicuramente un traguardo raggiunto, quantomeno una prima tappa del percorso. E adesso?
Come potrà essere lo svolgersi della sua vita e quella della sua compagna e di eventuali futuri bambini a confronto di una società che in fondo, se pur modificandosi in tantissimi aspetti è rimasta fondamentalmente la stessa di allora?
La sua fidanzata, che come si avrà già capito non ha nulla in comune con la ex moglie, è una ragazza veramente in gamba e piena di qualità, sicuramente intelligente e di profondi sentimenti. Il loro affiatamento è tangibile, ma...la sua è una famiglia molto tradizionale e lei stessa ha ricevuto uneducazione rigidamente ancorata a schemi borghesi e religiosi.
In che modo potrà, trovare la forza di contrastare i colpi che immancabilmente si ricevono ad essere considerati non dico trasgressivi, ma anche semplicemente originali?
Fino a che punto sarà in grado di sposare, oltre alla persona, anche le scelte che il suo uomo che vuole essere anche donna, sta facendo e farà per il loro futuro?
Devo ammetterlo, mi sento profondamente confusa.
Raggiunto questo primo traguardo, il resto della corsa si presenta come una grande incognita.
Fino ad ora, le mie azioni sono state guidate dallistinto, sostenuto da un sentimento di accettazione, che però non so se abbia veramente senso detto in questo modo, ma, ad oggi, quello che ho fatto è stato semplicemente prendere atto di una realtà, come quando realizzi che un tuo figlio è più alto o più biondo dellaltro- Punto!
Non è certo una malattia o qualche cosa che possa essere modificato, al massimo, quello che si può fare è intervenire nel caso che tale differenza possa creare dei disagi al più basso o dei sensi di superiorità in quello più alto.
Potrà sembrare una banalità, ma il mio primo moto, nei confronti della realtà inaspettata che si presentava, è stato proprio quello dellaccettazione e di cercare di contrastare le conseguenze negative che tale realtà rischiava di determinare.
Ora, ottenuti i primi risultati, che a me sembrano positivi, voglio anche cercare di capire.
Capire che mondo è, e se è un mondo chi ne fa parte, oppure se è un sentimento, unattitudine, una distorsione, un accidente di percorso, qual è lo spirito guida di mio figlio e di tante o poche persone come lui...voglio cercare di sapere che cosa significa tutto questo e se cè, in tutto questo un qualche significato e poi, molto egoisticamente, con quello che ho sempre reputato un egoismo sano, vorrei vedere mio figlio stare bene, avere le felicità o le infelicità che è in grado di gestire da solo, come tutti noi, vederlo vittorioso nella lotta, crescere quei figli che desidera..e tornare ad occuparmi dei fatti miei, che saranno sempre e comunque anche i loro...ma fino ad un certo punto!
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